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L'Atelier delle Idee.

Scienza & metodo Biostoria

Scienza & metodo Biostoria
Prof. Antonia Colamonico, epistemologa.

Centro Studi - Acquaviva F. (BA)

Centro Studi - Acquaviva F. (BA)
aula cenacolo

sabato 24 maggio 2008

Al Cenacolo della Conoscenza: Caleidoscopie Disciplinari


Percorso di Geografia del Pensiero Complesso

Settembre 2008

La nascita di una mente-occhio che sappia muoversi in simultanea su più ordini informativi, necessita di un approccio complesso alla conoscenza che passi attraverso il potenziamento della quinta dimensione di lettura, definita da Antonia Colamonico in “Ordini Complessi”.

Il percorso di studio, attraverso un ricco gioco di attrattori di conoscenza che facilitano le letture multiple, mette a fuoco le trame biostoriche dei legami transdisciplinari che fanno da nicchia-campo allo sviluppo dei singoli linguaggi.

Il viaggio nell’organizzazione della conoscenza è articolato in tre moduli che indagano le logiche organizzative degli oggetti:

  • grammaticali e sintattici
  • aritmetici e geometrici
  • storici ed economici

lo sviluppo dei linguaggi è una dinamica vitale, come quella di un fiore o di una nuvola; imparare ad entrare nelle modalità organizzative, intrinsecche alla produzione delle informazioni, significa appropriarsi dei meccanismi dinamici della conoscenza.

La padronanza del linguaggio non è semplice proprietà espositiva, ma soprattutto chiarezza mentale che rende nelle decisioni veloci i soggetti.

Ogni modulo, si articola in due livelli differenti di difficoltà:

  1. adulti, per ottimizzare le abilità comunicative e decisionali
  2. ragazzi, per rinforzare le abilità espositive e la comprensione delle informazioni

Si prevedono per ogni campo d’indagine, 15 incontri di 3 ore.

Per informazioni e convenzioni:

Il Filo S.r.l. Tel 080 768641 –e-mail:colamonico@biostoria.it

domenica 18 maggio 2008

L’appello per il dono della Pace di Edgar Morin

Segnalo all’attenzione degli amici della rete l’appello per la pace di Edgar Morin.

Ho avuto la fortuna, qualche anno fa, di conoscerlo dapprima per uno scambio di lettere e di libri e poi di persona, quando è stato nel 2003 a Nardò per il Convegno sull’Unità e Identità dell’Uomo. Ho apprezzato così le sue grandi qualità di pensiero e di umiltà. Mi ha impressionato l’enorme capacità di ascolto che, nonostante l’età, lo portava a “cumprendere. È stato lui a segnalarmi al Prof. Alfonso Montuori, California Institute for Integral Studies, di San Francisco per l’articolo americano “E Morin e biostoria”, in cui disegno la 5^ dimensione di lettura funzionale all’organizzazione del Pensiero Complesso da lui stesso apostrofato.

Nell’articolo definisco biostoria una bambina, con una mente complessa (Edgar Morin) e un occhio-sguardo destrutturato a campo profondo (Antonia Colamonico). La cosa, ricordo, lo divertì molto, tanto da immortalare in una foto i genitori di biostoria, come si può ben vedere dalle nostre espressioni.

Non è facile parlare di pace, quando tutto sembra andare in altra direzione. Proprio perché ha sperimentato sulla sua pelle la paura della clandestinità, per il suo credo ebraico, negli anni dell’occupazione tedesca di Parigi, sente fortemente il bisogno di professare il dono della pace.

Egli è convinto che potrà nascere la Nuova Umanità, quando l’uomo imparerà a non aver paura del diverso, a vedere negli altri un completamento della propria identità. La sua visione di Società è fondata sulla comunione delle idee e perciò crede nella forza dialogica di internet, che riesce ad abbattere le barriere ideologiche, aprendo ad una realtà universale di umanità. Egli parla di tante rinascite che hanno portato alle grandi conquiste della Storia ed è convinto che si è alle soglie di un nuovo salto epocale, in cui l’uomo abbraccerà un nuovo paradigma, basato sul valore storico, sociale ed economico della pace.

Costruire la pace sarà il più grande investimento per le Nazioni poiché implementerà le scoperte, le tecnologie, le conoscenze, il benessere. Sarà quel mondo nuovo ipotizzato da Isaia in cui il lupo e l’agnello pascoleranno insieme.

mercoledì 14 maggio 2008

Libertà



di Angelo Rovetta


Manualetto di pronto soccorso mentale e senti-mentale per schiavi (tutti probabilmente) o alieni stressati (siamo tutti marziani a noi stessi e gli uni gli altri).

  • Diagnosi per sintomi dello stato di libertà

Sei uno schiavo: ammettilo.

Problema diagnostico personale: di cosa sei schiavo?

Parlare della libertà a partire dalla schiavitù è un piccolo artificio per riconoscere i sintomi di un moto, sentimento, stato della coscienza iridescente umana: essere, sentirsi libero, cogliere nell'altro la libertà.

Anche affrontarla con la metafora della salute, della malattia e della medicina (diagnosi) vuol dire definire, indirettamente la libertà.

La libertà è una malattia, infatti. Si tratta di una particolare patologia dell'uomo e delle genti.

Nel senso che può essere contagiosa.

Nel senso che c'è e non c'è, nell'animo umano, il sentimento, la percezione, il desiderio della libertà.

Nel senso che si coglie indirettamente, per sintomi.

Nell'osservare i comportamenti, lo stile delle risposte e dell'atteggiarsi di una persona è facile la definizione - diagnosi di "uomo libero". Sempre a partire dai parametri di chi osserva.

Quando un uomo è diagnosticato come "libero" dai più, incarna, in modo esemplare, alcune aspirazioni collettive di quella società, in quel tempo.

Questi soggetti esemplari suscitano rispetto, ma sono anche temuti.

Esattamente come si fa con i portatori di alcune malattie contagiose.

  • La libertà è proprio una malattia, e anche bruttina, certo pericolosa e da "isolare".

Le procedure di isolamento inventate durante i brevi secoli della storia umana sono numerose e fantasiose, sempre accanite e persecutorie, astiose e ottuse nella loro ostinata efficienza, ma possono essere tutte comprese in queste grandi classificazioni:

  • eliminazione fisica di persone e di popolazioni,
  • controllo poliziesco o religioso del pensiero e dei comportamenti sociali e individuali (oh, le forme della repressione!),
  • condizionamento intensivo e sistematico del modo di pensare e di agire, tramite attività di pubblicità, propaganda, adulazione, educazione, persuasione,
  • riduzione in schiavitù fisica e giuridica dei vinti, dei debitori e di varie categorie o etnie umane.

Eccoci, dunque, a una possibile definizione della libertà, al termine di queste riflessioni metaforiche e diagnostiche.

Insomma, pensando ci si libera da alcuni vincoli dati.

Perciò la libertà è l'esercizio del pensiero per nutrire d'emozioni la coscienza sia nel soggetto, sia in una collettività.

Ecco perché anche chi è in carcere può sentirsi libero.

Ecco in cosa consiste la libertà dei santi, che, perlopiù, si sottopongono a estremi vincoli corporali, di movimento, d'azione, di preghiera.

  • Coscienza, coscienze emozionate = uomo, uomini liberi.

La questione è l'obbedienza alle norme civili, etiche, fisiche. Le norme impongono la necessità dell'obbedienza, della esecuzione sicura e prevedibile di ciò che si deve o non deve fare.

  • L'uomo libero presume di trovare dentro di sé la norma cui obbedire, la sua azione obbedisce a un progetto che viene di volta in volta formulato e scelto dal soggetto stesso.

L'uomo libero è, tendenzialmente imprevedibile, non esecutivo: esprime, in qualche modo, una riserva mentale.

Anche se si conforma alla norma data (fisica, sociale, etica), non vi aderisce in modo totale, convinto, non vi si abbandona. Pensa, continua a pensare, perché la norma, per quanto giusta e razionale, non esaurisce la problematicità, l'inquietudine, i dubbi permanenti e ricorrenti della coscienza.

La libertà è una dialettica , un certame continuo tra il soggetto e il suo ambiente - contesto.

Infatti, è probabile che la persona libera vada "controcorrente".

  • Non mangia, mentre dovrebbe mangiare.
  • Non marcia mentre dovrebbe marciare.
  • Pensa, mentre dovrebbe obbedire ciecamente.
  • Va in una direzione, mentre la moda, l'opinione corrente, la cultura, le direttive sociopolitiche "guidano" la gente, la massa, il popolo, i singoli in tutt'altra parte.

Tutti brutti pensieri, tutte abitudini discutibili, dal punto di vista della moda e della massa.

Nessuno garantisce sulla "bontà" del suo pensiero e delle sue scelte.

Scelte, se si vuole, anche superbe; ricordano Capaneo, che volle fare di testa sua, anche di fronte al volere degli dei. Scomode, dunque: "chi glielo fa fare?".

  • Perciò, l'uomo libero ha del fascino, ma chi si fida di lui?

Se è un'artista lo puoi anche mantenere, ma, certo, non corrisponde agli standard di processo-prodotto vigenti, all'etica del consumismo e della produzione industriali.

Il Filo S.r.l. - Palestre della Mente -

Via S.no Ventura, 47/d
70021 Acquaviva delle Fonti (BA)
Tel. 080 4035889

Amministratore Unico
Dr. Marcello Mastroleo


Boston - MIT / interno area studenti

Perugia. Esame di PH.D.

Collaborazioni

Collaborazioni
la bellezza dell'Umanità

Perugia, Agosto 2008