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L'Atelier delle Idee.

Scienza & metodo Biostoria

Scienza & metodo Biostoria
Prof. Antonia Colamonico, epistemologa.

Centro Studi - Acquaviva F. (BA)

Centro Studi - Acquaviva F. (BA)
aula cenacolo

mercoledì 11 maggio 2016

La mente multi-proiettiva: l'occhio-sguardo eco-biostorico

Dualismo Storia-Storiografia

 

La Storia : alla Vita = La Storiografia : alla Scrittura

 

Alcuni articoli

https://sites.google.com/site/lamentemultiproiettiva/_/rsrc/1374402918116/le-geometrie-della-vita/la-funzione-storica-dell-osservatore-nell-organizzare-la-realta/campo%20universo-%201.png?height=373&width=400
"Dietro ogni modello c'è sempre un osservatore-agente che ha scelto, selezionato, incanalato e incarnato un indirizzo storico che è il suo privato senso di realtà, facilmente ammirabile, senza tuttavia assolutizzarlo a "unico verso" della verità osservata, gli assolutismi sono gabbie logico-sociali." A. Colamonico

 

https://sites.google.com/site/biostoria/_/rsrc/1324576026020/sfogliamente-4/sguardomente/restaurazione-e-risorgimenti/timone_2.jpg?height=155&width=2001.

La Conoscenza Biostorica tra ordini multipli e Pensiero Complesso
Antonia Colamonico - In Pianetascuola, pp. n° 5-6, Ott.-Dic. 2004, ed IRFOS – Bari.)
La conoscenza biostorica, calandosi nell’innovazione seguita alla rivoluzione informatica, permette di superare l’organizzazione lineare e sequenziale della conoscenza tradizionale, introducendo i concetti di finestra-campo, di nodo-maglia-rete, di spazio di lettura a campo profondo che, applicati all’organizzazione della mente, danno la possibilità di procedere a salti, processo a scacchiera, nella gestione delle informazioni. Le implicazioni, di un sì fatto approccio al sapere, sono: il superamento di una visione a tempo continuo, con quello discreto; la possibilità di zoomare e scalare i campi di osservazione; il collocare in una struttura a reticolo intra-disciplinare le informazioni; il moltiplicare i registri informativi, recuperando i vuoti cognitivi, come scarto spazio-temporale; la scoperta della plasticità della parola e della stessa mente, quale pensiero complesso.

  • Il salto di paradigma



A. Toffler, al sorgere della Società delle Informazioni, sottolineò la portata rivoluzionaria delle tecnologie legate al microprocessore che avrebbero prodotto, a breve, un nuovo salto epocale, dopo quello agricolo e industriale, nella dinamica del processo storico. Le sue analisi, a distanza di qualche decennio, si sono rivelate profetiche, in quanto il salto tecnologico ha significato il superamento di tutto quanto il paradigma della Società Industriale. Per comprenderne la portata storica del mutamento in atto, bisogna partire da quella che fu la rivoluzione scientifica del 1600. Le scoperte legate alla meccanica che fanno da sfondo alla rivoluzione industriale, introdussero una visione chiusa di Universo, visto come un già costruito, legato ad una dinamica determinista che, pur ammettendo il movimento, non dava alcuna valenza alle alee di percorso che, quali non previsti, attuano i mutamenti e aprono alle nuove costruzioni: Universo aperto. I sistemi erano disegnati come orologi che seguivano nella dinamica, tracciati rigidi che si prestavano ad essere visualizzati e cronometrati, dando la certezza di un futuro facilmente prevedibile. La stessa dinamica della storia seguiva un iter lineare e sequenziale che faceva sì, che ad una azione, dovesse seguire una e una sola conseguenza, rapporto di causa-effetto, facilmente intuibile e dunque controllabile.

La stessa linea della storia del Cellario (1634-1707), ancora fortemente utilizzata nelle scuole per cronometrare i periodi storici, era disegnata come una linea retta che procedeva dal passato al futuro, dividendo le epoche in: Preistoria, Mondo Antico, Medioevo, Età Moderna e, poi in aggiunta, Mondo Contemporaneo. Nella costruzione della retta, non si teneva conto che c’erano delle diversità tra aree e aree, per cui, ad esempio, la data del superamento della preistoria nel continente europeo, non corrispondeva alla data in quello americano o centro-africano e all’interno di una stessa area territoriale, alcune zone erano ad un livello di tecnologia avanzata, mentre altre fortemente arretrate, ad esempio tra la Sicilia e la Toscana. Con una lettura univoca venivano di fatto azzerate le diversità, per cui una volta studiati i greci, essi smettevano di vivere per dare spazio ai romani che, a loro volta, venivano distrutti dagli inglesi e così via. Il dramma di una simile organizzazione, nasceva quando si scopriva che in contemporanea con Giulio Cesare, esistevano ancora gli egizi, Cleopatra, che stando alla linearità, avrebbero dovuti tutti, morire, prima dei greci. Perdonando il pasticcio, un’organizzazione univoco-sequenziale, produce effetti fortemente riduttivi della realtà storica che linea retta non è. Sul piano mentale tale univocità del processo di lettura, provocava una visione fortemente distorta, in quanto la stessa realtà era ed è ancora confusa con l’osservazione. Non si distinguevano i piani osservato-osservatore-osservazione come tre isolati che si incontrano nel processo di conoscenza. Le letture erano confuse con la dinamica del reale e non si ammetteva uno scarto o vuoto informativo tra Visione e Realtà. Non si accettava, inoltre, la possibilità di altri punti di vista e, cosa ancora più grave, la rigidità di lettura produceva una pari rigidità d’organizzazione nei sistemi politico-sociali, come ad esempio quello scolastico: rigidi i programmi, rigide le organizzazioni delle classi, rigida la gestione delle relazioni discente/docente, dirigente/docente.


La Spugna Biostorica - 1998

Con l’avvento della cibernetica, della relatività generale, del principio di indeterminazione ecc. molte cose sono state rilette e si è attuato un capovolgimento nei sistemi di studio della realtà. Le osservazioni sono state legate agli occhi-posizioni di lettura; le dinamiche d’evento ai campi di propagazione; i campi di lettura alle scale-grandezze delle lenti d’osservazione e, così facendo, si è notato che ad ogni lettura corrispondeva e corrisponde una differente inquadratura di realtà e ad ogni inquadratura, una differente topologia dello stesso evento. La portata innovativa delle ricerche scientifiche di fine ‘800, tuttavia, non avrebbe prodotto alcun mutamento evidente nei sistemi produttivi ed informativi, se non ci fosse stata la microelettronica, con i relativi sistemi computerizzati.

L’utilizzo del computer ha permesso di fare un salto da quello che potremmo definire un sistema univoco determinista ad uno a nuvola, probabilistico, che si apre al futuro con evoluzioni pluridimensionali di organismo unico. Oggi si parla di Tempo e di tempi; di Spazio e di spazi; di Ordine e di ordini. La realtà sembra essersi quintuplicata in una miriade di sotto-realtà che assumono aspetti, a volte contrastanti, a volte similari, come visioni caleidoscopiche che ad ogni rotazione assumono una differente forma e una diversa colorazione. In tale gioco di riorganizzazioni, le linearità di lettura, le assolutezze dei discorsi, le certezze delle definizioni, lasciano posto, alle scoperte di nuovi giochi, di differenti modi di essere della medesima realtà che diviene, che si modella e prende mille volti, in rapporto alle piccole alee di percorso che rendono unica, plastica e sempre nuova la vita. Per comprendere il concetto di plasticità si pensi all’acqua che assume la forma del bicchiere o della bottiglia in cui è versata. In tale nuova visione, fortemente topologica, si inserisce l’approccio biostorico alla conoscenza, quale chiave di accesso alla gestione della complessità o meglio all’Economia della Vita.

È bene soffermarsi a riflettere sugli effetti del moltiplicarsi delle informazioni che se da una lato hanno prodotto il take-off della Conoscenza, dall’altro hanno generato la crisi di lettura nei sistemi produttivi, scolastici, scientifici, ideologici, sindacali. Mai si è avvertito, come oggi, il bisogno di una riorganizzazione che produca un adeguato svecchiamento delle procedure e delle menti: il salto epocale è sotto gli occhi di tutti. La scuola dell’autonomia e il bisogno del riordino dei programmi si inseriscono in tali scenari. E, nonostante le difficoltà, le ansie e gli scoraggiamenti dei docenti (dovuti in parte, al salto di prospettiva che si pone come un salto nel vuoto con una silenziosa accettazione del rischio e, in parte, alla pochezza di riconoscimento sociale alla stessa figura docente), la posta in gioco è il futuro della Società; è il porre i costrutti paradigmatici del ragazzo di domani. Ed è bene sottolineare che, in funzione del costrutto usato, si andrà ad organizzare il grado di democrazia/dittatura del futuro sistema socio-politico. C’è un rapporto proporzionale tra tipologia del modello e costruzione di realtà; proprio in funzione del modello si aprono le linee di futuro. Come si può ben costatare il livello di gioco è molto alto, siamo in quello che è definito il terzo livello di conoscenza. Spetta proprio alla classe docente il compito etico di appropriarsi del proprio ruolo storico che la fa essere il nodo d’incontro, meglio, perdonatemi la metafora, la sinapsi cerebrale attraverso cui è veicolata l’informazione tra il passato e il futuro. Naturalmente l’informatore, quale quanto biostorico, entra con la sua logica e le sue scale di valore nella stessa costruzione del domani.


https://sites.google.com/site/biostoriaspugna/_/rsrc/1369121063356/home/gemmazioni/fotogrammi/Milano%20a%20c.png?height=251&width=320
Antonia Colamonico (Ed Altro, racconti)


  • Le nicchie-finestre informative e la discontinuità di lettura


L’organizzazione biostorica a nicchie-finestre della conoscenza, uscendo dai limiti di una visione lineare, studia il dinamismo della realtà in rapporto a più lenti-operatori di conoscenza che permettono di elaborare e di disegnare le carte topologiche dei movimenti d’evento. È bene precisare che è uno studio che si basa più sugli aspetti organizzativi dei processi che su quelli informativo-contenutistici; più sulla qualità che quantità delle informazioni. Si presenta come un processo di lettura selettivo e in quanto tale fortemente auto-decisionale. L’aspetto che emerge in questa nuova visione cognitiva è il ruolo fortemente auto-referenziale del soggetto osservatore-attore-abitante che esplica l’azione di conoscenza e che diviene l’organizzatore della sua stessa mappa mentale con cui, poi, andrà ad interagire nella realtà, restando a sua volta perturbato dalla vita: plasticità della mente.

Un’organizzazione a nicchie-finestre dà la capacità di variare il registro informativo da un campo disciplinare ad un altro, permettendo di compiere i voli di memoria-linguaggio, intesi come il saper procedere a salti, come in una scacchiera, nella organizzazione-visualizzazione di risposte agli eventi. La possibilità di una simile libertà di movimento è data proprio dal computer, che può: rappresentare i movimenti; seguirli sul monitor; allargare i piani di lettura ad altri campi; misurare le affinità e le divergenze; confrontare i processi; ipotizzarne di nuovi e valutarne le durate nel tempo a breve, a medio e a lungo termine. Tutto questo lavorio, produce sul piano mentale un pari dinamismo nelle capacità di connessione tra i differenti nodi-registri informativi. Per cui si parla di passaggio da una visione della conoscenza statica ad una plastica che utilizzando come risorsa la discontinuità generata dal salto di nicchia-finestra, crea inequivocabilmente la chiusura/apertura di un nuovo confine informativo. In tale gioco di dentro/fuori la mente si apre agli ordini multipli, quale capacità di lavorare in simultaneità su più piani di informazioni. Il salto di registro, è bene ribadirlo, produce, ogni qual volta esso si attua, un corrispettivo mutamento di direzione nell’azione di lettura: costruire una tabella fattuale, implica delle abilità differenti dal definire un campo di osservazione o dall’osservare una dinamica in movimento o dal confrontare due livelli di acquisizioni o dal memorizzare dei risultati o dal sintetizzare in una relazione quanto scoperto.
Il valore della rivoluzione, introdotta dal sistema informatico, è racchiuso in questa capacità della mente di acquisire una velocità che prima era inimmaginabile, un dinamismo che era impensabile, un rovesciamento dell’occhio di lettura che era improponibile. Per questo oggi si inizia a parlare di Economia della Conoscenza. Va ribadito che la costruzione della mobilità dell’occhio è proporzionale al grado di libertà, come possibilità del pensiero a muoversi su più dimensioni. È proprio il salto di dimensione, come salto di paradigma, ad ampliare le possibilità di conoscenza. Nel sistema tradizionale, lineare e sequenziale, la rigidità di lettura rendeva limitato il campo di movimento dell’occhio e, di pari passo, della elaborazione mentale e di conseguenza poca elaborazione significava: pochezza di possibilità d’azione. C’è un legame che rende interdipendenti e vincolati l’occhio, la mente, la mano. Non si può considerare la conoscenza come un piano distaccato, per sé stante, rispetto all’azione e, questa, rispetto all’osservazione. Non ha senso scomporre in tante unità slegate le singole operazioni che la mano o l’occhio o la mente compiono, creando dei sistemi svincolati, che producono la scissione-frantumazione dell’io tra: piano delle idee e piano delle azioni; tra conoscenza scientifica e tecnologica; tra sapere e prassi; matematica e poesia. Solo in una dimensione eco-biostorica si può visualizzare l’interdipendenza tra le varie fasi dell’elaborazione-visualizzazione-produzione che, con un processo co-inter-agente, producono i mutamenti storici individuali e collettivi. 











La Conoscenza è un "imparare" a prendere "brandelli" di verità dal buio dell'ignoranza sul mistero della Vita... Ogni narrazione è una trama, uno stralcio di novità che apre ad un'altra storia e questa ad un'altra ancora... è il narratore a creare le connessioni a trama unica, a dare ordine alle folate di pensieri e parole in forma scomposta. A. Colamonicohttp://4.bp.blogspot.com/-R4H79R-LPyo/TxC96jl8lXI/AAAAAAAAAO4/5wJbZ6azz7M/s200/terrasect-with-faces.gif


Antonia Colamonico - Marcello Mastroleo
© Il Filo S.r.l. - Bari, 8 settembre 2010.


1. Introduzione

La frammentazione della Conoscenza in discipline e sotto-discipline ha generato un’asimmetria cognitiva e, le stesse, si sono sviluppate a differenti ritmi evolutivi. Ad arginare tale fenomeno d’alienazione contribuisce la contaminazione, per cui un’idea decontestualizzata, diventa forza propulsiva in un altro campo. Il processo di contaminazione avviene perché uno studioso crea un’analogia tra due ambiti disciplinari e in questa apertura logica (Licata, 2008) vi è un trasferimento del significato.


La difficoltà maggiore a rendere sincrone le conoscenze è data dall’aver creato la dicotomia tra sapere scientifico e sapere umanistico, per cui se con la rivoluzione tecnologica c’è stata l’implementazione nelle conoscenze meccaniche, ad esempio, non c’è stata una medesima innovazione in quelle storiografiche che hanno conservato pressoché indenni le lenti cognitive elaborate nel 1500-1600, ad esempio la carta del C. Cellario (1634-1707).

Lo stallo cognitivo odierno, crea una dicotomia non solo disciplinare, ma anche epistemologica e paradigmaticai. Necessita, quindi, un ammodernamento della lente di lettura e delle carte esplorative.
Tale apertura cognitiva, biostoria, ha iniziato a delinearsi (Colamonico, 1993), quando è stata riletta con un occhio sistemico l’architettura storiografica, trasferendo in ambito storico l’allora emergente teoria dei sistemi complessiii. Ne deriva, nel presente contributo, un modello cognitivo di Realtà come una multi-proiezione per strutture logiche di un sistema globalmente de-coerente. 



https://sites.google.com/site/lageografiadellamente/_/rsrc/1385045885623/home/il-piglio-eco-biostorico/la-vita-nel-processo-partecipativo/Osservato-Osservatore.jpg?height=362&width=400
M. Mastorleo. Carta-Modello: la Mente Multi-Proiettiva. 

 

2. Gli enti biostorici.

Per secoli si è identificata la storia con la lettura storiografia (Le Goff), confondendo la carta con il territorio d’osservazione. Tale ambiguità ha generato una distorta percezione del ruolo e della funzione dello storico, visto come uno studioso-narratore di soli fatti passati.
Distinguendo tra osservato-osservazione-osservatore è possibile dipanare il legame tra storia, storiografia e storico: la prima è la dinamica dei quanti storici negli stati di presente; la seconda è la lettura-carta degli echi informativi; mentre il terzo è colui che osservando, disegna le carte storiografiche.
https://sites.google.com/site/biostoriaspugna/_/rsrc/1374508316795/home/struttura/assorbire/il-tempo-0/mappa%20ponte.png?height=254&width=400L’anello di congiunzione tra l’osservato e l’osservatore è la carta di lettura che, quale mappa, svolge la funzione di ponte (Mezzetti) tra il piano passato e quello futuro, in un presenteiii. Lo storico (in questa visione generale ogni uomo) è uno spettatore attivo della dinamica che resterà influenzata per sempre dalla sua stessa azione.

La ricaduta sul piano cognitivo del diversificare la direzione dello sguardo tra passato e futuro, è l’ampliamento dell’abito mentale dell’agente storico che, da custode-memoria di situazioni definite e fisse nel passato, si fa ricercatore-scienziato di mondi possibiliiv.
Il tempo presente (tempo 0) è il tempo della Vita, letta quale dinamica di quanti che prende e perde storia-forma, di presente in presente. Si definisce quanto storico ogni singolo fatto che avviene a tempo 0 in uno spazio. Il suo tempo di vita è brevissimo, nasce e nuore quasi simultaneamente, lasciando una traccia-eco di sé che si propaga, nello spazio-tempo.

Fatto-tempo-spazio (Colamonico, 1993) sono le grandezze fondamentali della ricerca che prende corpo nel rilevare l’eco informativo del passaggio del quanto, facendo di esso un evento storicov. L’evento contribuisce alla creazione di nuovi eventi, poiché nel momento in cui viene rilevato ed entra nel bagaglio conoscitivo di un soggetto storico, questi agirà tenendo in considerazione l’informazione. Nella ricaduta d’evento si generano altri eventi in una specie di effetto domino, dando alla Storia la forma di una spugna, un frattale con vuoti e pieni, nicchie e creste d’evento (Colamonico, 1998). 


http://2.bp.blogspot.com/_dcIVxNluMh4/TLn2O8n7o6I/AAAAAAAABqg/IKwfqLgmjzA/s400/5+dimensioi.png
A. Colamonico da Ordini Complessi. 2002


3. La finestra storiografica e la quinta dimensione di lettura.


Lo studio di una struttura così complessa richiede una lente cognitiva, anch’essa complessa (Colamonico, 1993): la finestra storiografica, l’unione di tutti gli eventi in un insieme di spazi per un intervallo temporale. 

Se si vuole, ad esempio, indagare la Rivoluzione Francese, essa è delimitata dall’area Francia e dal periodo 1789-1799. La finestra, delimitando il confine, si presta ad essere usata come terreno d’indagine storiografica, poiché può essere pensata come un insieme la cui appartenenza è in relazione all’attinenza di un evento alla particolare indagine. Ritornando all’esempio, nella periferia francese, l’eco parigino ha impiegato tempo ad arrivare, per cui gli accaduti in quei luoghi prima dell’arrivo dell’eco non sono in relazione fattuale con essa e sono da escludere, perché fuori tema. Al tempo stesso gli echi della rivoluzione hanno prodotto degli sconvolgimenti geopolitici nei territori limitrofi, quindi, per una visione più completa delle ripercussioni storiche è necessario allargare la finestra originaria. Il restringimento o l’allargamento, effetto zoom in Colamonico (1993), della lente-finestra è possibile grazie a operazioni elementari di unione e intersezione.
Lo spazio-tempo storico con l’insieme di tutte le finestre che si possono costruire è quello che in matematica si chiama uno spazio topologico:
  • uno spazio su cui è definita una famiglia di insiemi che è chiusa rispetto alle operazioni di intersezione e di unione.
Partendo dalle finestre di forma elementare, grazie alla struttura topologica della storia, se ne possono creare di sempre più complesse, ma è possibile arrivare al punto d’isolare i soli eventi che appartengono al tema definito?
In generale, la risposta a questa domanda è no, perché, come  precedentemente detto, la struttura tematica degli avvenimenti ha la forma di spugna frattale e può essere solo circoscritta dalla topologia per finestre ma non definita, si pensi ad esempio al tappeto di Sierpinski o alla polvere di Cantor. Per poter isolare le tematiche storiche è necessario quindi ricorrere ad una ulteriore discriminazione, sfruttando la dimensione fattuale, letichetta dell’evento.
Ne deriva che la visione cognitiva di finestra è una stratificazione di tematiche che coesistono nel tempo-spazio: è la mente dell’osservatore storico che costruendo le relazioni di analogia tra i fatti delinea i temi e non la storia ad organizzarsi per temi.
La stratificazione della finestra storica è, dunque, una dimensione cognitiva propria dell’organizzazione analogica del cervello umano (Colamonico, 2008).
Essendo la finestra storico-cognitiva per natura una stratificazione di dinamiche, si presta ad essere immaginata come tanti fogli trasparenti su ognuno dei quali l’osservatore ne disegna una, ovvero l’organizzazione cognitiva della storia, quindi della realtà, è la proiezione su un piano quadridimensionale (spazio-tempo), non di una porzione di superficie iper-sferica curvata nella quinta dimensione, ma bensì di un volume di tale iper-sfera. Ne consegue una visione cognitiva della realtà come proiezione stereografica di un insieme di iper-sfere pentadimensionali osculanti, ovvero una specie di “iper-cipolla” (si veda Figura 1) che si presta ad essere sfogliata tema per tema

(Carta biostorica 1998)

Risulta evidente che tale quinta dimensione è una dimensione di lettura; è esterna all’osservato e riflette il modo di strutturare la realtà dell’osservatore:
  • per questo motivo, tale apertura dimensionale è passata inosservata, in quanto nei ragionamenti, l’osservatore focalizza la sua attenzione su uno strato della cipolla (spazio di eventi in relazione logica), non su tutta la cipolla.
La finestra storiografica come stratificazione di proiezioni, svolge la funzione di campo (Colamonico, 2002), all’interno del quale l’osservatore costruisce le relazioni (Licata, 2003) fattuali tra i differenti temi. La finestra è dunque il terreno all’interno del quale si sviluppa il pensiero analogico-creativo (Colamonico, 2005), mentre lo strato della cipolla è il luogo del pensiero logico-riflessivo in quanto tutto quello che vi appartiene è già stato strutturato coerentemente. In questa visione, il pensiero analogico è l’emergenza di un nuovo ordine logico da una sovrapposizione di differenti ordini indipendenti. Tale emergenza diventerà a sua volta un nuovo ordine logico che si andrà ad aggiungere ai precedenti strati proiettivi.


4. Conclusioni.


In questo lavoro, partendo dalla distinzione tra storia e storiografia, e ripercorrendo l’approccio biostorico alla conoscenza, si è mostrato un modello cognitivo di realtà come multi-proiezione per piani logici, in cui l’unico motore è il pensiero analogico (de-coerente) che struttura sacche di logicità. Ne deriva una visione di pensiero a sua volta come una spugna. Tale modello si presta ad essere generalizzato in contesti più ampi (ad esempio, la mente collettiva o l’organizzazione delle scienze) che saranno oggetto di studi futuri.

________________________
i A guardar bene, gli storici del 1500-1600 avevano la doppia cultura e la loro produzione difficilmente era uni-settoriale.

ii L’ibridazione è stata possibile, grazie ad un’indagine sugli enti fondamentali che contribuiscono
alla costruzione della realtà e quindi alla riorganizzazione storiografica.

iiiIn tale salto prospettico di passato-presente-futuro si attua l’interazione tra la realtà e
l’immaginazione dello storico: come l’ingegnere, partendo da una carta progetta la diga che modificherà

ivIndirizzare lo sguardo al passato o al futuro implica lavorare su due differenti spazi di lettura
che si pongono come sistema chiuso e sistema aperto (Popper).


vCollocare un fatto-evento in uno spazio e in un tempo è l’operazione atomica dell’indagine storiografica.

References

1. Colamonico, A.: Fatto Tempo Spazio Premesse per una Didattica Sistemica della Storia, Oppi, Milano (1993)
2. Colamonico, A.: Biostoria Verso la Formulazione di una Nuova Scienza, Il Filo, Bari (1998)
3. Colamonico, A.: Ordini Complessi Carte Biostoriche di Approccio a una Conoscenza a Cinque Dimensioni, Il Filo, Bari (2002)
4. Colamonico, A.: Edgar Morin and Biohistory: the story of a paternity, World Futures: The Jounal of General Evolution, 61(6) 441-469, Taylor & Francis (2005)
5. Colamonico, A.: Le carte biostoriche e la geografia del pensiero complesso – In Atti del 50° Convegno Nazionale AIIG, 92-97, Edizionipagina, Bari (2008)
6. Mezzetti, G.: La cultura come sistema, In B. Vertecchi (a cura), La scuola italiana verso il 2000. La Nuova Italia, Firenze (1983)
7. Gleick, J.: Caos. La nascita di una nuova scienza, Rizzoli, Milano (1989)
8. Le Goff, J.: Tempo della Chiesa e tempo del mercante, Einaudi, Torino (1977)
9. Licata, I.: Osservando la Sfinge. Di Renzo Editore, Roma (2003)
10.Licata, I.: La logica aperta della mente, Codice Edizioni, Torino (2008)
11.Popper, K. R.: Nuvole e orologi. Il determinismo, la libertà e la razionalità, Arnaldo Editori, Roma (2005)




https://sites.google.com/site/antoniacolamonico/_/rsrc/1294858709660/Home/l-occhio-eco--biostorico-il-nuovo-paradigma/creste%20infornative.jpg?height=272&width=400
M. Mastroleo Carta di echi-eventi nelle andature fattuali




https://sites.google.com/site/biostoria/_/rsrc/1321603829365/home/campi/1-c-il-punto-0/index.jpg 

Ogni presa di realtà apre uno scenario di futuro che non essendo ancora nato si fa spazio dell'utopia. 
Imparare a relazionarsi con la "Finestra del Fattibile" (ciò che può essere fatto) rende lo sguardo dell'osservatore storico (ogni uomo) attento alle alee di campo che in ogni stato di presente rendono non scontate le dinamiche evolutive delle creste dei fatti storici. Essere attenti alle variazioni minime di campo, implica una mente non pregiudizievole, libera dalle gabbie ideologiche che creano le gerarchie di umanità e di parole, con gli avanzi di uomini e di significati che rivelano le cecità di lettura non del campo-vita, ma dello stesso osservatore che sta attuando la lettura. A. Colamonico




https://sites.google.com/site/antoniacolamonico/_/rsrc/1287041826531/Home/biografia/la-finestra-storiografica/visioni%20multiple.gif?height=242&width=320
(A. Colamonico. Ordini Complessi, 2002)
L'apertura delle logiche permette di svincolare le informazioni dalle gabbie ideologiche che tendono a fermare la realtà naturale in un fotogramma, fermo, di realtà di carta. A Colamonico

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