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Scienza & metodo Biostoria

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Prof. Antonia Colamonico, epistemologa.

Centro Studi - Acquaviva F. (BA)

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mercoledì 20 novembre 2019

LO SGUARDO ECO-BIOSTORICO


Antonia Colamonico (epistemologa)


(Associazione Progetto Spazio 2000)


Dal 15 novembre 2019 è iniziata la mia collaborazione con il settimanale L'Eco di Acquaviva, con la rubrica: Lo sguardo eco-biostorico

L'obiettivo dell'editore, Luigi Maiulli, è quello di dedicare una pagina, ogni settimana, a un piccolo percorso di "Palestra della Mente", da offrire ai lettori.

Il Salto di Società dal Sistema Industriale a quello Informatico è un cambio di paradigma che ha reso, di colpo, vecchie le letture con gli sguardi con cui inquadrare la Realtà:

  • Il percorso-modulo sarà articolato in piccole unità concettuali, per visualizzare gli spazi logici, idonei alla lettura della Complessità.

Ogni salto di Sistema-Società è soprattutto un salto cognitivo, cioè un modo nuovo di osservare e di rappresentare la Realtà; per comprendere il significato si pensi alla differenza tra tre forme geometriche, una linea, un quadrato e un cubo.

Ogni forma ha una struttura differente di “apertura dello Spazio”, la mente-uomo sa riconoscere le differenze e sa attribuire il nome: linea, quadrato, cubo; anche le Società sono spazi che assumono una forma che il cervello impara a riconoscere. Il percorso, per questo, sarà un piccolo esercizio mentale di riflessione, per visualizzare le trame di futuro che la nuova Epoca sta tracciando, per imparare a coglierne gli aspetti positivi e negativi (luci e ombre) ed essere più consapevoli nelle scelte di risposte storiche.


La Rubrica

 Titoli articoli - I modulo

Eco-Biostoria, scienza e metodo dello sguardo multi-proiettivo
15 Nov. 2019
Dalla Società delle Macchine a quella dell'Informazione
22 Nov. 2019
Dall'economica di Mercato all'economia di Tempo
29 Nov. 2019
L'Uomo “bussola cognitiva” nella costruzione di Realtà
6 Dic. 2019
Il valore della libertà di pensiero nella Realtà dell'automatismo
Prossima uscita
Ricchezza e povertà nell'Era Digitale
Prossima uscita
Passato-Presente-Futuro
La dimensione storica e la costruzione della Coscienza-Memoria

L'Uomo attimo
La perdita di realtà come perdita di profondità della mente-pensiero

La Spugna del pensiero
La forma e gli spazi del Pensiero


A. Colamonico. Biostoria Verso la formulazione di una scienza nuova
Campi, metodi, prospettive. Il Filo, Bari. 1988. Copertina

Evoluzione delle trame di Biostoria di Antonia Colamonico
Le carte biostoriche di Antonia Colamonico

I nidi cognitivi
informativi


... Ogni gemma-idea si annoda su una pregressa conoscenza, formando dei veri nidi cognitivi, funzionali al progresso scientifico-tecnologico-economico... dell'intera umanità, non essendoci in simile organizzazione naturale né frontiere, né confini ma esili filamenti gemmati come rami di pesco .... (A. Colamonico. Lo sguardo e la mente di Carmelo Colamonico.© 12 Maggio 2013)

giovedì 19 ottobre 2017

Presentazione: Vissuto visivo - Personale di Rosario Crispo


Vissuto visivo

Personale di Rosario Crispo

Sammichele, Castello Caracciolo, 22 sett. 2017 ore: 19.00

(Rosario Crispo, Antonia Colamonico)

Presentazione

Antonia Colamonico

Ringrazio Rosario e tutti voi qui presenti, per avermi dato l'opportunità di ragionare intorno a questa bellissima e interessante mostra in questo suggestivo Castello.

Conosco e apprezzo da quasi 30 anni l'arte di Rosario Crispo e ne riconosco il tratto quando incontro le sue produzioni artistiche.

Ho già presentato una sua personale a Monopoli alcuni anni fa.


Opere di Rosario Crispo: "il senso di perdita dell'interezza di uomo".

Ricordo che in quell'occasione mi colpì la raffigurazione del corpo umano che non era riportato, nei suoi quadri, per intero ma solo per frammenti:

- Un volto o una spalla o le gambe o le mani che abbozzano azioni, tutti pretesti per parlare di fatti comuni, di rituali, di abitudini che davano il senso di perdita dell'interezza di uomo. 

Quasi a sottolineare il male storico di una Società nichilista, smarrita nel tutto ora-adesso.

Ricordo il primo quadro da me visto, ritraeva una mano a segnare il rito mafioso che sottostà all'affiliazione.

Oppure quello che ho nel mio soggiorno "Una mattina del '45" in cui due mani di donna, su di un letto disfatto, infilano calze di seta in un immediato dopo guerra, quando l'arrivo degli americani significò si una ventata di modernità, ma anche una perdizione; quante ragazze ebbero tresche con gli alleati per un po' di cioccolata o un paio di calze.

Nelle sue opere, Rosario ama riscoprire i piccoli gesti che celano i grandi drammi, infatti a lui interessa vestire di significati la sua arte. Riporto le sue parole dette l'altro ieri, quando ho visionato in anteprima la mostra:

- Voglio che i miei quadri facciano pensare! 

Operazione difficile in una Società persa, prigioniera di un telefonino.

Quando ho visto quest'ultima produzione, nata dopo un periodo di pausa dalla pittura, confesso sono rimasta senza parole. Cosa stranissima per me che scrivo fiumi di parole.



Ho colto una svolta importante, ogni artista è ricordato per fasi e colori, in questa produzione si può parlare di grigio, mentre in quella precedente di azzurro.

C'è oggi una maggiore presa artistica che pur conservando l'impronta Rosario si è affinata in un gioco di luci e ombre che esalta l'aspetto psicologico, direi quasi spirituale, delle figure. 

Non è un caso che abbia scelto come titolo alla mostra: Vissuto visivo.

Ogni vissuto presuppone un universo di emozioni, una complessità di aspettative e di ragionamenti, di speranze e di delusioni... che restano al di la della rappresentazione: - L'artista non è un cronista, non racconta i fatti, ma solo le emozioni vissute intorno a quei fatti, celati nella tela.


Vento di ricordi
Egli riveste di simboli e di metafore la Realtà che perdendo la dimensione del presente, assume un significato Universale: - Ogni tela è una forma di scrigno che cela un tesoro, donato all'Umanità, in cui essa può rispecchiarsi.

Osservando le tele, la sua arte si è evoluta da un modello americano di arte che immortala la solitudine umana nella metropoli o meglio nella Società di massa, un nome Edward Hopper con le sue rappresentazioni delle sale dei bar, ad una più metafisica, più vicina alla modalità surreale di un Rene Magritte.

Echi informativi
Aristotele fu il primo a scindere lo studio della realtà in due campi la metafisica e la fisica, come due dimensioni di un'unica struttura dalle due facce: - quella che si mostra e appare nei fenomeni, oggetto di ricerca delle scienze, quella che resta celata dentro il fenomeno medesimo, letto questo come un paravento, un velo che nasconde il senso profondo della vita (campo speculativo della filosofia e teologia).

Le due letture aprono ad una doppia dimensione di realtà, ugualmente, raccontabile:

- la prima indaga i processi fisici o storici, un esempio la forza di gravità o la seconda guerra mondiale; 

- la seconda scava nelle logiche che hanno prodotto tali fenomeni o eventi.

In quello scavare in profondità la metafisica dischiude le trame nascoste e mostra la chiave per rendere migliore la realtà. Questa è la prospettiva osservativa di Rosario.



I quadri di questa fase pittorica, infatti, squarciano il velo delle ovvietà e lasciano intravedere un mondo nascosto di significati che trovano casa nella stessa sua coscienza d'artista.

 Henri Matisse  nel 1954 scrisse:

- La coscienza dell'artista è uno specchio puro e fedele dov'egli deve poter riflettere la sua opera, ogni giorno, appena alzato, senza timore di arrossirne. La responsabilità permanente del creatore verso se stesso e verso il mondo non è una parola vuota: aiutando l'universo a costruirsi, l'artista mantiene la sua dignità personale...

Pur restando una Umanità a parti, risaltano le "gestualità codificate" ferme come delle icone che danno la dimensione simbolica di linguaggio contratto a faccine.

(Quel tuo sapore aggiunto)
Nella sua nuova produzione scompare il paesaggio di sfondo, sostituito da un chiaro-scuro di grigi-neri che danno maggiormente risalto alle figure poste in primo piano.

Una natura che perde luogo, che si fa ombra di quelle identità monche e che solo a volte ricompare, ma più come ricordo di una cultura contadina ormai perduta come in Vento di ricordi- I panni stesi, la motocicletta rossa agognata da fanciullo...

Una natura che perde storia, in una Società che lascerà come ricordo di sé alle generazioni future montagne di plastica e rifiuti tossici.

Le sagome di umanità, poste in primo piano, appaiono come degli attori in un palcoscenico senza scena che dovranno mostrare la loro bravura, contando solo sulla forza della loro espressione.


Infatti in questa produzione si coglie una grande espressività, nella stessa postura dei corpi o degli sguardi o delle parole o dei tessuti...


Come il collare in Dio, ho peccato contro il cielo e contro di te, simbolo di castità, scomposto che rivela la perdita di credibilità di una Chiesa che ammette il suo peccato... E proprio oggi il Papa ha condannato energicamente la pedofilia ecclesiale.

Nelle tele i significati sono rafforzati da poche parole che come chiavi danno a chi osserva l'accesso allo spazio Coscienza-Rosario che pur riflettendo sulla sua vita, allarga lo sguardo a tutta l'Umanità.

Osservando i dipinti, si possono cogliere tutti questi caratteri ad esempio in:

- Numero dipendente c'è la condizione di una Società di mercato, formata da numeri e codici e non da persone, in cui l'accesso al bene privato e sociale è condizionato dal possedere un conto corrente e una carta di credito. Ma dietro tale dipendenza si cela un atto di ribellione, il numero stesso che è la sua data di nascita, come la volontà a vole riaffermare la sua identità in una umanità senza volto e nome.

(Numero dipendente)
Come non ricordare che nei campi di sterminio il nome fu cambiato in codice numerico, impresso sul braccio degli ebrei, mentre nella bibbia si dice che Dio conosce tutti per nome.

Il nome è il simbolo del valore di ogni identità soggettiva.

Negare il nome è negare la vita medesima, per cui uno Stato che conosce i suoi cittadini per numeri, non è certo un esempio di democrazia.

(Uter eorum)

- Uter eorum? (Quale dei due?)

Cristo o Barabba?

Ecco il quesito che rende gli effetti degli eventi dipendenti da una scelta.

Sappiamo come andò, il popolo scelse Barabba, anche oggi la folla predilige il ladro al giusto, l'affarista al mentalmente corretto... Solo qualche esempio: - il cemento impoverito... le protesi difettate impiantate ai pazienti... le discariche abusive dei rifiuti tossici...

Tutte vendite delle coscienze, in nome del dio denaro. Tutti effetti di quella mala-scelta che ha condizionato e continua a condizionare ancora oggi il futuro, rendendolo opaco, nero.

Bello il volto del Cristo e sottomesso quello di Barabba, consapevole dell'intrigo che lo salverà.

(Sindaco, L. Netti - R. Crispo - A. Colamonico)
- Quel tuo sapore aggiunto, i peperoncini, le mollette e i tre biglietti... un incontro velato nel mistero di cui resta nitida la fragranza nel ricordo, segnato dai tre biglietti, forse tre incontri. Il non voler rivelare il volto della donna come forma di pudore che ne accresce il valore, nel mistero.

(Le ali che non mi hai dato)
- Le ali che non mi hai dato, il ragazzo che osserva la disposizione delle gazze, in volo, che disegnano un ulteriore volo a sottolineare come a lui non sia stata data la possibilità di sognare un futuro migliorie.

Oggi condizione comune di tanti giovani a cui si preclude l'accesso al mondo del lavoro, l'ascesa sociale. E se negli anni '70 un figlio di contadino poteva aspirare, se bravo, a divenire medico o magistrato, oggi invece tutto è imbrigliato in una costante marginalità che il pontefice ha definito Società dello scarto. Uomini ombra che nessuno più vede.

- In piazza Trieste, alle 18,30, bella la postura con le mani in tasca... un'attesa lieve come quella camicia...

- Energia degli incontri, una riscoperta del valore della condivisione come un voler tornare alle antiche ricette di una Società più umana, che sappia dialogare, sorridere, oziare ... conversando.

Ora lascio la parola ai quadri e alle vostre personali letture. Grazie dell'attenzione.



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domenica 9 ottobre 2016

Convegno: Italo Globali - Protagonisti nel Mondo. Sintesi.




Convegno: Italo Globali - Protagonisti nel Mondo, italiani per sempre.

Evento: - Sala Aldo Moro, Palazzo Montecitorio - Martedì 4 Ottobre 2016 ore 14:30  

Italo Globali 

Protagonisti nel Mondo

Italiani per sempre

Una"finestra d'osservazione" su uno dei temi "caldi" della Realtà Italiana:
  • L'esodo delle intelligenze giovanile, letto generalmente come una forma d'inghiottitoio culturale e, per ricaduta, economico del Paese.
Vicepresidente della Camera, Simone Baldelli.
Ha aperto i lavori il Vicepresidente della Camera, Simone Baldelli che, dando il saluto di benvenuto, ha sapientemente spostato il fuoco di lettura da una chiave negativa che legge la "Fuga dei Cervelli" come una perdita di risorse per il Paese, ad una positiva, quale interscambio di esperienze di successo che, facilitando la circolarità delle idee, è di fatto una fonte di arricchimento, innescando un circolo virtuoso di nuove opportunità.

L'introduzione ai lavori è stata curata dal
On. Antonio Palmieri dell'Intergruppo Parlamentare Innovazione, che accogliendo l'idea dell'evento, ha personalmente curato la realizzazione dello stesso. Nella doppia azione di apertura/chiusura dei lavori, ha voluto dare un'intonazione propositiva auspicando l'Apertura degli Sguardi Politici ed Economici alla Realtà Globale che sta disegnando nuovi orizzonti non solo economici, ma soprattutto mentali.



Egli con grande chiarezza ha sottolineato come le nuove generazioni siano sotto certi aspetti molto più disponibili alla globalità, sentendosi già Cittadini a Spazio Allargato con una quasi innata propensione al viaggiare tra le Lingue, le Società e le Culture.

On. Antonio Palmieri, Inter-gruppo parlamentare innovazione.

L'ideatore dell'Evento, il Giornalista, Blogger Gabriele Caramellino, ha definito l'idea di "Italo Globali", come concetto fluido, in perenne divenire, ma ricco di stimoli per poter parlare dei linguaggi della Contemporaneità:
  • Italo Globali è un modo di essere, di pensare, di vivere, di ragionare.
Gabriele Caramellino, curatore del libro "Italo Globali". Lupetti editore, 2014.

Avendo l'Italia accumulato dei ritardi sui nuovi linguaggi, ha sottolineato come occorra affrontare i nuovi temi strategici, soprattutto tecnologici, misurandosi con il cambiamento per meglio valorizzare il lato migliore dell'italianità nel Mondo.
Passato, poi, a illustrale la scaletta della serata, ha riportato in omaggio a suo Padre la bella definizione che egli aveva coniato:
  • Gli Italo Globali, gli italiani migliori!



Nella serata, molti relatori hanno sottolineato una certa "pesantezza" nel Sistema Italia ma, se i modelli cognitivi con cui si legge il Presente sono superati, in parte è dovuto anche alle politiche economico-governative che hanno spesso penalizzato gli investimenti in ricerca, istruzione e nuove metodologie. Tutti hanno lamentato un'impreparazione nei giovani a leggere la globalizzazione.


(Pierluigi Puglia, portavoce di Sua Maestà Britannica, in Italia)

Belle le due testimonianze delle Ambasciate Inglese (relatore Pierluigi Puglia,Direzione della Comunicazione & Public Affairs del Governo di Sua Maestà in Italia) e Statunitense (documento letto da Gabriele Caramellino), con le cifre concrete sull'elevato numero di giovani che ogni anno si trasferiscono nei loro Paesi e, anche, sull'elevato numero di statunitensi e britannici che scelgono di vivere in Italia, in un ricco interscambio di esperienze e cultura.
La discussione è stata intessuta intorno a tre tematiche, con tre gruppi di relatori che hanno presentato le molteplici sfaccettature dell'essere Italo Globale in un Mondo in continuo cambiamento.

1) - Il primo tavolo dal taglio prevalentemente economico-finanziario, è stato moderato dal giornalista di Avvenire Arturo Celletti, con la partecipazione di Matteo Cerri (Finanziere, Fondatore e Amministratore Delegato The Family Officer Group, Londra), Alessandro Mele (Finanziere, Fondatore e Amministratore Delegato EthicalFin, Londra), Paola Bergamaschi Broyd (Angel Investor) e Mario Pagliaro (Chimico al CNR di Palermo, Esperto in Bioeconomia e specializzato in Nuove Tecnologie dell’Energia).


Panel 1: L’Italia tra investimenti, economia e crescita.

I relatori provenienti da differenti esperienze di successo, hanno evidenziato le nuove traiettorie economico-tecnologico-finanziarie, sottolineando come la crisi del Sistema Banche non significhi l'assenza di denaro, ma solo la nascita di altri canali di distribuzione ed investimento, con nuove agenzie che si pongono a nodo di collegamento tra i privati investitori e gli imprenditori.
L'eccellenza è la chiave di volta per accedere al prestito privato, ma in Italia non si è preparati culturalmente alla presentazione dell'idea nuova (Matteo Cerri).

Tale nuova realtà sta mutando il volto della finanza e per ricaduta dell'economia, oggi si è molto più attenti all'impatto sociale, si investe ma su progetti che salvaguardino l'ambiente, con ricadute a lungo termine:
  • La nascita di una "finanza a impatto sociale" è la novità che vede impegnati in particolar modo i giovani (Paola Bergamaschi Broyd). Essi, da un'indagine fatta, sono molto attenti a quegli investimenti che puntino a creare un bene collettivo; il guadagno è si importante, ma vincolato al benessere ambientale. Sta nascendo un volto buono dell'economia
In tale realtà fortemente dinamica si sta creando un ricco tessuto di agenzie a sostegno delle famiglie e dei singoli piccoli-imprenditore, per dare loro le chiavi di lettura della Complessità, indirizzandoli nelle scelte, nei possibili investimenti strategici e persino negli studi, per poter essere preparati culturalmente e professionalmente al cambiamento.

Il valore dei soldi è indiscutibile per gli investimenti (Alessandro Mele), ma occorrono progetti finalizzati alle nuove tecnologie ad esempio le energie rinnovabili:
  • In Italia c'è una forma di diffidenza verso gli invertitori privati, poiché si è ancora legati all'idea delle Banche come fonti del prestito.
Tutti i relatori hanno sottolineato l'emergere di un volto nuovo della finanza che sta assumendo come valore storico le risorse umane e ambientali. La città del domani, ad esempio, sarà a impatto zero per l'inquinamento (Mario Pagliaro), con il superamento dei due simboli del Sistema Industriale, il calore per combustione (petrolio, carbone...) e il motore a scoppio sostituito con il motore elettrico. Ogni casa, dato il crollo dei costi dei panelli solari, potrà impiantarne sui solai o facciate, ma per fare questo occorre che la Politica sappia snellire le procedure, togliere i vincoli urbanistici obsoleti e rendere il Sistema Italia più accogliente del Cittadino:
  • In sintesi occorre cambiare le logiche con cui guardare al domani.
2) - Il secondo gruppo di relatori, con un taglio sul valore nel Mondo dell'italianità, moderato dal giornalista del quotidiano Il Foglio, Piero Vietti, con la partecipazione di Umberto Mucci (Fondatore e DirettoreWe The Italians, Rappresentante in Italia dell’Italian American Museum di New York) e Filippo Addarii (Fondatore e Managing Director PlusValue, Londra).
Panel 2: Decodificare l’Italia e spiegarla al Mondo.

In questo tavolo si è impostato un gioco di lettura, tra uno sguardo severo (Filippo Addarii) che sottolineasse i punti critici per Essere Italo globali, e uno positivo (Umberto Mucci) per tracciare i punti di eccellenza dell'italianità nel Mondo.

 Dal confronto è emerso come le generazioni giovanili, a partire dagli anni 2000, siano state costrette all'esodo, non essendosi sviluppata in Italia una Cultura del Lavoro, come in Inghilterra, Paese in cui i Governi, indipendentemente dalle tipologie di schieramento, hanno costantemente investito per il potenziamento di un eco-sistema di mercato da cui, come effetto naturale, far scaturire la moltiplicazione delle offerte di lavoro:
  • All'Italia è mancata una visione di futuro per attrarre i talenti e facilitare il fare impresa, ad esempio, in Estonia si può aprire "online" un'impresa e gestirla online senza mettere piede nel Paese, mentre nel nostro Paese non c'è una Cultura d'Impresa.
Gli Italiani, nei Paesi che li ospitano, sono molto stimati come lavoratori instancabili; essi hanno partecipato attivamente alla creazione della ricchezza degli Stati che li hanno accolti; negli USA il talento italiano è presente e stratificato, dappertutto, e ciò è un fattore di eccellenza, tanto che  si registra una grande forza attrattiva verso l'Italia nei tantissimi italiani di seconda e terza generazione che sognano di ritornarci, almeno per una vacanza.


Nel Mondo ci sono 60.000.000 di potenziali italiani che per legge potrebbero chiedere la cittadinanza, in quanto figli e nipoti di italiani. Essi sono un'altra Italia che se riconosciuta potrebbe essere una grandissima risorsa finanziaria e culturale per il nostro Paese. Ma tale prospettiva richiede un Sistema Italia aperto alla Cittadinanza, in grado di superare le barriere culturali, economiche, burocratiche che creano le gabbie e le chiusure ideologiche ed economiche, per costruire legami indissolubili tra i Paesi e le Persone.


3) - Il terzo tavolo, una carrellata a largo spettro di esperienze Italo Globali con Rita Comi (Co-fondatrice e Managing Director Machas Creative Consultancy, Londra), Alessandro Brunori (Responsabile delle Agenzie creative di Google in Medio Orientee NordAfrica, Dubai - Emirati Arabi Uniti), Teresa Pastena (Fondatrice e Direttrice dell'Agenzia di recruitment CV&Coffee, Londra, Esperta in mercato del lavoro per gli italiani in Gran Bretagna), Francesca Cocco (Responsabile China Business Innovation Center Italy, Napoli, specializzata in internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane per il mercato cinese), Marco Corsaro (Fondatore e Managing Director 77Agency, specializzato in marketing e pubblicità online, Londra –Milano) e Marcello Mastroleo (Matematico indipendente, con esperienza di ricerca al MIT (USA), esperto in analisi matematica per la finanza e l’intelligenza artificiale). Moderatore lo stesso Gabriele Caramellino.


Panel 3: Esperienze Italo Globali.
In questo terzo gruppo sono state presentate delle differenti realtà globali, frutto di idee nuove.
  • Rita Comi ha sottolineato come l'apertura al Mondo sia una carta vincente per inventare un lavoro creativo. Occupandosi di valorizzazione di artisti a scala mondiale, ha sottolineato come il mercato globale faccia da collettore per professionalità multi-nazionali, collaborative, pur restando a casa.
  • Alessandro Brunori, illustrando l'apertura del Mondo Arabo al digitale, ha sottolineato il ritardo italiano perché non ha il senso del Presente. C'è chi guarda al presente con il passato e chi con il futuro, leggendolo e immaginandolo, per realizzarlo già nell'oggi. A Dubai c'è l'idea che la Nazione abbia il compito di creare un ambiente in cui le persone si sentano felici (con il Ministero della Felicità). Per questo si guarda all'eccellenza, all'ambiente, alla formazione, alla digitalizzazione. La penetrazione digitale nel Paese è prossima al 91%, mentre in Italia è solo 62%, infatti il 28% degli italiani non accede a Internet, uno su tre. I motivi del non accesso sono la mancanza di competenze come il non sapere l'inglese e cosa più grave il non ritenere Internet uno strumento utile o interessante, mentre oggi la Rete è indispensabile per il successo delle aziende.Il fare impresa a breve nel Mercato Globale non potrà non passare dallo spadroneggiare le diverse piattaforme della Rete.
  • Marco Corsaro, imprenditore nel marketing digitale, ha sottolineato come il più grande limite al digitale, in Italia, sia il capitale umano, quali risorse formate. Le opportunità di lavoro ci sono e tante anche nel nostro Paese, ma non c'è capitale umano preparato. Il motivo è l'assenza di giustizia, l'Italia è un sistema clientelare che genera mediocrità. Interagire con burocrati e manager mediocri, per prospettare investimenti in un'idea innovativa, è una grande fatica con un'enorme perdita di tempo.
  • Teresa Pastena, ha disegnato il quadro dei giovani che emigrano e indicato delle coordinate su cui muoversi. Il motivo dell'esodo è la maggiore meritocrazia all'estero, la migliore continuità lavorativa con contratti a tempo indeterminato, i motivi di studio. Londra è una città meritocratica e se si hanno obiettivi chiari si può fare carriera. Data la crescente affluenza, il Consolato italiano ha creato un servizio primo approdo per dare delle coordinate su come muoversi nel territorio inglese. Le offerte di lavoro sono tante, ma non è facile essere assunti, sia perché non sono solo gli italiani a migrare in Inghilterra e sia perché non si sa come muoversi. Occorre, perciò, essere preparati sulle normative, parlare un buon inglese, sapersi presentare alle aziende, in sintesi studiare.
  • Francesca Cocco, ha presentato il cambiamento del mercato cinese, che attira iniziative italiane, ma solo se ben presentate e motivate. La Cina ha aperto alle tecnologie avanzate, come il mercato digitale che nuove volumi enormi di denaro (Alibaba). Crede fortemente nella formazione dei giovani, lo stesso Governo paga i viaggi di studio all'estero di tanti talentuosi che poi sono riassorbiti tutti nelle aziende cinesi. La Cina attira talenti e crede nell'eccellenza, tanto da essere fortemente competitiva sui mercati mondiali, assorbendo spazi sempre più grandi anche in relazione alle nuove tecnologie.
  • Marcello Mastroleo ha sottolineato l'urgente bisogno di allargare gli orizzonti immaginativi, educando il cervello a saper vedere la Complessità. Dal punto di vista storico si è creata una frattura economica tra il prima crisi americana del  2009 e il dopo, con l'ingresso degli algoritmi matematici in finanza, che rendono inefficienti i sistemi di lettura tradizionali dei Mercati di investimento azionario (a mente umana), ma se cambia il paradigma (con l'ingresso dei programmi elettronici negli scambi) di necessità occorre adeguare i modelli mentali che fanno da cerniera alla modellistica matematico-finanziaria.
Marcello Mastroleo, matematico e teorico della Mente Multi-Proiettiva.

Egli collegando in un unico sistema dialogico, Matematica-Finanza-Cervello-Innovazione, ha messo a fuoco il limite strutturale di una Società a pretesa di Efficienza perché si presta ad essere manipolata, rendendo nulla la pretesa stessa:
  • Oggi serve un salto di paradigma da una Società Efficiente a una Resiliente, che sappia continuamente riorganizzarsi, nonostante gli imprevisti. Una Società "robusta" dovrebbe saper gestire le crisi, senza innescare congiunture negative.
Ma per poter creare una Società a "prova di Futuro" sempre più complesso e globale, occorre uno Sguardo-Mente a sua volta complesso, in grado di sapersi muovere, in contemporanea, su più piani di osservazione.

Occorre uno
sguardo che sappia snodarsi in tre ambienti osservativi:

  • topico, atopico, utopico che danno le letture multiple di un unica realtà, a tempo presente.
Lo sviluppo di tale competenza osservativa richiede un'educazione all'osservazione, una Palestra della Mente, in cui imparare ad esercitare lo Sguardo Eco-biostorico (Antonia Colamonico, 1993) che è in grado di scalfire la superficie della Complessità e renderla decifrabile.

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Presentazione intervento Marcello Mastroleo.









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Registrazione del Convegno.


giovedì 5 maggio 2011

Una pagina storica: la Beatificazione di Papa Wojtyla.




Domenica, 1 Maggio 2011, tre “momenti storici” si sono annodati in un unico evento:

  1. La festa dei lavoratori, che sancisce il diritto al lavoro e il rispetto della dignità di ogni lavoratore, indipendentemente dal genere o dal colore della pelle o dalla nazionalità d'origine.

  2. La giornata della Divina Misericordia, voluta da Papa Wojtyla, che sancisce la grandezza dell'Amore di Dio che, attraverso il sacrifico di suo figlio Gesù, attira e consola ogni creatura.

  3. La beatificazione di Giovanni Paolo II, il papa operaio, che in sé ha custodito e testimoniato sia l'amore di uomo, senza forme di confini e di pregiudizi, e sia la grandezza del Dio della Storia che nel “segno” del Suo Amore rende unica “famiglia” l'intera Umanità.

Se si crede al caso, allora è stato un caso fortuito che in quella giornata questi tre differenti momenti prendessero vita, in un unico tempo, che ha radunato un “fiume” umano, circa 1.500.000 persone, a Roma, in Piazza San Pietro. Se, invece, si crede nel Progetto Escatologico che tende verso una congiunzione di campi differenti che danno il “luogo” al “tempo pieno della storia”, allora bisogna ripetere come il profeta: "Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni" (Geremia 1,5).




Cosa sia stata questa giornata per la Cristianità e il mondo tutto, non è semplice da raccontare: per la ricchezza di emozioni; per la profondità e la spiritualità dei significati; per la vastità degli spazi geografici coinvolti; per la grandezza del ruolo storico e morale dello stesso Pontefice Beato; per la riaffermazione dello “spirito di appartenenza" all'universalità del messaggio evangelico; per la semplice gioia di esserci.





In primo luogo, c'è stata una gara di solidarietà tra volontari, forze dell'ordine, unità sanitarie e quant'altro, oltre 2.000 persone, per la preparazione e la gestione dell'Evento che ha visto affluire, da tutto il mondo, migliaia e migliaia di pellegrini: giovani, bambini, anziani, ammalati... famiglie intere... dalla Polonia, Messico, Francia, Canada, Brasile, Filippine, Kenya, Cina... solo per citare alcune aree.

Poi, una grande prova di “vitalità del Cristianesimo”, con la testimonianza di fede di tanta gente che si è “messa in cammino”, accettando tutto il disagio del viaggio, del sonno perso, della grande calca che limitava lo spazio d'azione, impedendo quasi i movimenti. Senza sottovalutare l'attesa, le code interminabili, lo stare in piedi per ore e ore. Tutto in silenzio, con il sorriso sul volto, con l'attenzione all'altro, indipendentemente se italiano o straniero, se amico di viaggio o perfetto sconosciuto, se bianco o nero...

Infine, fattore molto importante da evidenziare, “esempio visivo e mediatico” di una costruzione gioiosa e pacifica di “pagina storica”, che si fa testimonianza, nel mondo e nel tempo avvenire, del come sia possibile costruire, già su questa Terra, una concreta “Società di Pace”, profetizzata da Isaia e riaffermata con il “Discorso della Montagna” dallo stesso Cristo.





L'evento è stato una prova di grande solidarietà che si è manifestata nei “piccoli gesti”: lo scambiarsi un po' di dolciumi, con relative ricette; il ripararsi dal sole sotto lo stesso ombrellino; il condividere uno sgabello per alleviare lo stare in piedi; il distribuire un caffè, per riscaldarsi, alle prime luci dell'alba...

In tutto questo insieme di espressioni, è emersa spontanea la riflessione: - Che cosa è la fraternità, a cui sempre richiamava nel suo Pontificato Giovanni Paolo II, se non questo sentirsi un “Uno-Tutto” nell'incontro con Dio e il suo Messaggero!

L'apice della comunione degli “intenti cristiani” si è raggiunto nel momento in cui il pontefice Benedetto XVI, visibilmente commosso, ha letto il proclama di beatificazione ed è stata scoperta l'immagine, dal volto gioioso, del nuovo Beato.

Allora tra la commozione generale è scaturito un interminabile applauso, ampio quanto tutta la Piazza e le vie d'intorno, che si è alzato al cielo, come uno spontaneo: - Grazie, Papa Wojtyla!

É stata, ... una sinfonia, un'orchestrazione magistrale di tonalità e di ritmi che come un'onda si muoveva da un capo all'altro di quella fiumana, tra piazza San Pietro, Via della Conciliazione e dintorni, totalmente gremite.

In quella onda di corale entusiasmo, si scioglieva tutta la stanchezza, tutto lo stress del viaggio e si sentiva dentro, nel profondo del cuore, una immensa gioia dell'esserci, come semplici “testimoni” della Storia da tramandare, ai figli e ai nipoti, di quella bellissima festa della grandezza del Papa Magno e del suo Dio.

Acquaviva delle Fonti, 5 Maggio 2011

Antonia Colamonico (biostorica).




martedì 1 giugno 2010

La poesia movimento dell’anima







2° CONCORSO NAZIONALE DI POESIA

“O-Maggio Poetico” ad Oliveto Citra


Presentazione

Antonia Colamonico

biostorica






  • Perché ti rattristi, anima mia, perché ti agiti in me?


Il salmista introduce, con questo dolce interrogativo, lo stato mentale e psicologico del Poeta. Essere poeta è una propensione sentimentale, razionale, cognitiva, nonché vitale che nasce da una bivalenza di posizione spazio-temporale, quale doppia capacità di lettura che fa vivere e nel contempo prendere la distanza dalla vita; come un essere dentro/fuori la storia.


Il vivere implica la capacità a dare delle risposte al movimento del campo, elaborando una sequenza d’azioni che, inanellate in successioni di momenti, tracciano il percorso di ogni individuo.


Sono tutte quelle azioni che costituiscono la quotidianità, scandita dal ritmo dell’orologio, che fa essere, ogni giorno, abitante-attore della vita.


Il prendere la distanza dalla vita è lo stoppare la successione degli istanti e creare un vuoto spazio-temporale, in cui rifugiarsi e aspettare di vedere decantare la vita; come l’area della presa di distanza dalle emozioni, dalle ansie, dalle tirannie, dai pregiudizi… per iniziare ad essere il semplice spettatore-osservatore dalle trame che trascinano ogni singola esistenza, verso il privato destino.


Il poeta, pur essendo un attore-abitante storico, non si limita al solo vivere. Egli è il curioso, il ricercatore di emozioni, il cantore dell’anima... l’inquisitore della coscienza…


Come posizionato dietro ad una finestra, egli è attento a chiedersi il perché e il come di ogni singola azione di risposta data, da ogni singolo individuo, al richiamo della vita. Vita che come le Sirene, nel racconto di Ulisse, invita gli uomini a lasciarsi sedurre dalla bellezza di ogni più piccola porzione di storia.


La poesia prende forma in una mente che sappia assume una meta posizione sulla realtà che scorre sotto gli occhi e in tale prendere le distanze nasce la domanda: Perché ti rattristi, anima mia, perché ti agiti in me?


Il poeta, dunque, si muove in uno spazio più complesso di pensiero, in quanto non è attratto dal semplice mostrarsi della realtà, dal semplice agire nella storia, ma dal cosa si cela dietro quel oggetto, quel azione, quel movimento, quel sentimento, quel tempo dell’anima, quello stato d’inquietudine o di gioia.


L’area della sua azione è proprio quella zona d’ombra che sfuma i significati, annulla le certezze e apre la mente al silenzio dell’infinito… e in questo mare di quiete egli, come inebriato, folle, cattura la parola più pura, più preziosa da incastonare nella strofa.


Il poeta è il pazzo, in senso biblico, che strappa il velo dalla normalità, dall’essere scontato, dal vivere, giorno dopo giorno, nella storia, privata e sociale, senza una coscienza di sé.


Cercando di essere più semplici il poeta è il saltimbanco della vita che con le sue capriole leggere è in grado di rovesciare il senso-direzione di un discorso, di una parola, di un’emozione, di un significato, mostrando o, meglio, svelando gli inganni, le grettezze, le ipocrisie, le superficialità con cui si diventa prigionieri dei conformismi, dei sensi comuni d’intendere.


La poesia non accetta l’ipocrisia, ricerca la verità è in tale andare oltre l’apparenza della normalità diviene un potente attrattore storico.


Da sempre i poeti hanno svolto il ruolo di coscienza collettiva, hanno scosso gli animi e hanno dato indirizzo nuovo al percorso della storia.


Si pensi al ruolo di un Dante Alighieri nella nascita di una coscienza italiana o ad un Alessandro Manzoni nel Risorgimento che portò con il suo vero storico all’affermarsi dei principi di libertà nazionali.


In tale essere lo spirito libero di un Paese, il poeta è anche l’escluso, il non allineato ai comportamenti di regime; non è un caso che poeti come Foscolo, lo stesso Dante, Neruda… siano stati degli esuli, poiché essere fedeli alla poesia implica l’essere fedele alla verità che non sempre è ricercata dalle politiche economiche e sociali.


Più è vera una poesia è più grande il suo valore, infatti l’aspetto principale della funzione poetica è nel suo essere Universale. Una lirica non può limitarsi ad esprimere un luogo-emozione circoscritto ad un’epoca particolare o ad un popolo singolo o ad un solo individuo.


La poesia, ricercando la verità storica, si pone sul piano dell’etica universale che fa essere cittadini del mondo. Ed è il mondo, inteso come la totalità passata, presente e futura di tutti i tempi e spazi storici, il destinatario dell’azione poetica.


Esprimere i valori universali è il compito della Poesia, valori che rendono degna la vita di essere vissuta… e non è un caso che Dio chieda al profeta non sacrifici, ma canti di lode; è nel canto dell’anima che trova nido-casa la bellezza che rende il Creatore e la creatura un tutto storico!


Il poeta, con un occhio sdoppiato alla vita e alla verità, è il testimone/specchio che osserva, come un biologo nel vetrino, la vita che prende forma, colore, spazio e tempo, che poi trascrive con una pluralità di immagini, di sensazioni, di lievi percezioni, di infinite figure…

Più il suo occhio si fa raffinato e più la vita prende mille e mille forme; mille e mille aspetti tanto da in/cantare per l’immensa varietà di immagini, di metafore, di ritmi, di suoni e di sfumature e ribaltamenti di significato.

La parola nella poesia si fa gemma viva che sboccia a fare nuove tutte le cose.

Importante ricordare che la poesia non si fa con le idee, con i ragionamenti e le dimostrazioni, le teorie…ma con le semplici parole che si intrecciano, pure, cristalline con le doppie, con le sillabe anche storte, con le strofe e con tutta l’essenza che al/loggia dentro il cuore umano.


La parola nella poesia, come una particella topologica, si apre ai significati, si slabbra e si deforma come un guanto rovesciato e indica ai viandanti della vita i sentieri nuovi per costruire i gradi sempre più ampi di giustizia, di armonia, di amore.


L’essere poeta, dunque, implica la capacità a creare metafore sempre nuove …


come la mosca cede a la zanzara,
vede lucciole giù per la vallea,
forse colà dov' e' vendemmia e ara…
(D. Alighieri)


Primavera d’intorno
Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
sì che a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
gli altri augelli, contenti, a gara insieme,
per lo libero ciel fan mille giri,
pur festeggiando il loro tempo migliore
. (G. Leopardi)


E mi scopro ancora bambina
in un piccolo gesto delle mani.
In uno sguardo rivedo la monella di ieri.
Vasti prati,
alberi giganti,
fiori variopinti,
ginocchia sbucciate…
(M. R. Colazzo)


Siede con le vicine
su la scala a filar la vecchierella,
incontro là dove si perde il giorno;
e novellando vien del suo buon tempo,
quando ai dí della festa ella si ornava,
ed ancor sana e snella
solea danzar la sera intra di quei
ch'ebbe compagni nell'età piú bella…
(G Leopardi)


Silvia, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita mortale,
Quando beltà splendea
Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
E tu, lieta e pensosa, il limitare
Di gioventù salivi? …
(G Leopardi)


Dall'Alpi alle Piramidi,

dal Manzanarre al Reno,

di quel securo il fulmine

tenea dietro al baleno;

scoppiò da Scilla al Tanai,

dall'uno all'altro mar… (A. Manzoni)


Mi sta addosso

come una veste lisa...

la vita

lavata rozzamente con sapone

nell'acqua inquieta di un fiume in piena,

lasciata lì...

su quel cespuglio ad asciugare

fra pungenti spine e dolci more,

preda

ora del vento freddo

ora del caldo sole

di luna stelle e

di rugiada fresca del mattino… (G De Vita)

Oliveto Citra, 30 maggio 2010



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Perugia, Agosto 2008